Restyling: quando farlo e perchè.

I cambiamenti di immagine al passo con i cambiamenti aziendali.

Capita a tutti di tanto in tanto di assistere ai più o meno numerosi restyling che le aziende, grandi o piccole che siano, effettuano negli anni. Ma cosa le spinge ad affrontare questa trasformazione?
Facciamo prima un passo indietro e identifichiamo gli obiettivi fondamentali di una identità visiva:

  • Deve essere prima di tutto una rappresentazione coerente dell’identità aziendale, che esprima valori e funzioni;
  • Deve riflettere nel modo più trasparente possibile i comportamenti e la strategia aziendali;
  • Deve mostrare i suoi punti di forza ed essere coerente con il tipo di immagine che l’azienda vuole dare di sé.

Può capitare che nello scorrere degli anni e nella crescita e sviluppo dell’azienda gli obiettivi che erano stati prefissati inizialmente nella progettazione dell’identità visiva non coincidano più con ciò che l’azienda è diventata con il passare del tempo. Il restyling di una identità visiva diventa quindi necessaria quando la brand identity non è più in linea con i cambiamenti della società, oppure quando non è più accattivante e non comunica più i valori per cui è stato progettato. Talvolta, invece, il brand decide di rivolgersi a nuovi mercati e ha quindi bisogno di rifarsi il look per essere in target; potrebbe trattarsi di un tentativo di svecchiamento, o in occasione di anniversari e ricorrenze importanti per l’azienda, oppure una necessità di riposizionamento o cambio di target o ancora, come spesso succede, nel caso di una fusione o di un ampliamento aziendale.

In ogni caso, qualsiasi sia la motivazione del restyling, è importante mantenere la storia dell’immagine aziendale e tenere conto delle decisioni progettuali che si sono prese nella creazione dell’identità visiva precedente.

Stravolgere concetti che sono rimasti i fondamentali dell’azienda fino a quel momento sarebbe controproducente e rischierebbe di minarne la brand image.

In generale nella progettazione è fondamentale chiedersi sempre il perché dei cambiamenti che si vogliono apportare e capire se questi puntano agli obiettivi che ci siamo prefissati.

Tra le motivazioni prima elencate che portano una azienda ad intraprendere un progetto di restyling è necessario aggiungere una questione storica: con l’avvento degli smartphone e in generale dei supporti, i loghi e i vari elementi grafici che costruiscono l’immagine coordinata di una azienda non sono più progettati prevalentemente per essere stampati. Qui la questione si concentra sulla soddisfazione dei canoni di usabilità che tengono conto della riduzione dei formati e della visualizzazione su schermo. In quest’ottica si sviluppa un fenomeno molto frequente negli ultimi anni, ovvero la formulazione di una variante del logo ridotta a un singolo monogramma o ad un’icona per sostenere la responsiveness digitale (ovvero l’adattabilità alla visualizzazione su smartphone). Questo processo necessariamente aumenta le possibilità di applicazione di un logo e quindi l’ampliamento della progettazione dello stesso e con esso anche l’immagine coordinata.

Va specificato che numerose aziende decidono di intraprendere un percorso di rivisitazione del logo per scelte stilistiche legate allo stile del decennio. Alcuni esempi? Nei primi anni duemila era molto in voga l’effetto cromato, caratterizzato da una palette grigia metallizzata e da icone progettate con effetti di tridimensionalità; nel 2014 Google annunciava il Material Design, uno stile grafico caratterizzato da layout basati su griglie molto rigide, effetti di profondità e sovrapposizione di layer colorati; negli ultimi anni abbiamo assistito alla tendenza nell’utilizzo di gradienti, consolidata da Instagram; e molti altri.

Ecco alcuni esempi di restyling di brand famosi negli anni:

In conclusione, le occasioni per rivedere la propria immagine sono numerose, ma non per questo deve essere un processo da prendere con leggerezza. Per affrontare un progetto di restyling è necessario avere motivazioni valide, come quelle elencate sopra, ma soprattutto è importante non intraprenderlo troppo frequentemente, perché rischierebbe di creare confusione nell’utente e dare un’immagine dell’azienda di poca struttura e coerenza.