Come gestire la luce nella food photography.

La luce è il linguaggio della fotografia, e proprio come noi esprimiamo le nostre emozioni tramite parole o gesti, ogni tipologia di set viene percepita in maniera differente in base a come disponiamo le diverse fonti di luce.

Prima di cominciare, è necessario però conoscere la differenza tra luce principale e luce di riempimento.
Dal momento che, nella maggior parte dei casi, ottenere una foto il più possibile reale e autentica diventa una caratteristica fondamentale per una fotografia, è spesso consigliabile utilizzare una sola fonte di luce principale, che può essere il sole o qualsiasi sorgente di luce artificiale; questa determinerà il grado di contrasto, la tipologia di ombra che si vuole ottenere e l’atmosfera generale dello scatto.

Se si vuole invece ottimizzare l’illuminazione dello scatto, di norma la luce principale viene affiancata da una luce di riempimento, il cui scopo è quello di ridurre il contrasto e di illuminare le zone d’ombra.

Ottimo, adesso che abbiamo ben chiare le basi, vediamo i fattori che influiscono sulla resa finale del nostro scatto, che sono:

        1. Direzione della luce
        2. Distanza luce/soggetto
        3. Angolo di incidenza
        4. Luce dura o luce morbida
        5. Riflettori, diffusori e bandiere

Approfondiamoli insieme.

1)La direzione della luce.

La direzione da cui proviene la luce influisce enormemente sul risultato finale.
Come per tutti gli aspetti della fotografia, sarà il vostro gusto personale a determinare la tecnica che andrete ad utilizzare; con l’esperienza imparerete a valutare i pro e i contro di tutte le opzioni disponibili, imparando a riconoscere di volta in volta quale sarà l’approccio ottimale per ciascun soggetto.

Negli esempi che seguono utilizzerò lo ore del quadrante di un orologio per descrivere la direzione da cui proviene la luce.

Luce frontale a ore sei

Questo tipo di illuminazione è assolutamente vietato: non posizionate mai la luce di fronte al soggetto.
In questa maniera otterrete lo stesso risultato di un flash integrato: di fatto, le ombre vengono annullate completamente e proiettate dietro al soggetto stesso, perdendo sia le texture sia il contrasto.

Luce laterale a ore tre o a ore nove

Se vi siete avvicinati da poco alla food photography, il modo migliore per fare pratica è utilizzare la luce laterale a ore tre o a ore nove.
Quale lato scegliere dipenderà da voi, anche se generalmente la luce da sinistra fa percepire un risultato più bilanciato mentre la luce da destra crea più tensione nello scatto.
La luce laterale è facile da utilizzare e rende più semplice anche l’introduzione a modificatori di luce quali diffusori o bandiere.
Questa disposizione consente di realizzare foto con un aspetto tridimensionale enfatizzando le texture, il contrasto e i dettagli del soggetto.

Controluce laterale a ore undici o a ore tredici

La luce diagonale proveniente da dietro il soggetto è di solito la più gradevole esteticamente.
Anche in questo caso, la luce da sinistra crea risultati più bilanciati rispetto alla luce proveniente da destra.
In entrambe i casi, potete aggiungere riflettori sul alto opposto rispetto alla luce principale.

Controluce a ore dodici

Il controluce, ovvero la luce a ore dodici, crea un’illuminazione molto suggestiva e dai contrasti elevati.
Risulta particolarmente efficace per realizzare foto di bevande e alimenti serviti in contenitori trasparenti.
In situazioni come queste, è consigliato utilizzare un riflettore per smorzare il contrasto generato dalle ombre proiettate davanti al soggetto.

2)La distanza tra luce e soggetto.

Considerare la distanza tra la sorgente luminosa e il soggetto è fondamentale per creare effetti di luce e ombra nella foto.

Per capire come funziona, provate ad allontanare leggermente il flash dal soggetto. Di sicuro noterete come la maggior vicinanza della fonte di luce riduca la lunghezza delle ombre, rendendole anche molto più morbide.
Al contrario, con l’aumentare della distanza, le ombre si allungheranno e l’effetto che creano sulla composizione finale risulta più accentuato e marcato.

3)L’angolo di incidenza.

Il beneficio di lavorare con una luce artificiale, è che si ha la possibilità di decidere l’angolatura della fonte di luce, scegliendo di illuminare il soggetto dall’alto o lateralmente.
Di fatto, con un’illuminazione più dall’alto, otteniamo ombre corte e la luce verrà distribuita uniformemente su tutta l’immagine.
Se decidessimo invece di abbassare l’angolo di incidenza illuminando così il nostro soggetto più lateralmente, noteremo che la parte in luce del soggetto risulterà molto più luminosa, e l’ombra prodotta sarà molto più scura e allungata, influendo di più sull’intera composizione.

4)Luce dura o luce morbida.

Nella maggior parte dei casi dei set di food photography, viene quasi sempre utilizzata una luce diffusa, così da conferire allo scatto un’atmosfera più intima e delicata, quando invece si vuole ottenere una fotografia con più carattere, allora la scelta ricade sull’utilizzo di un’illuminazione più dura.

In generale, la luce dura viene utilizzata per creare piacevoli giochi d’ombre o risaltare trasparenza di un bicchiere proiettando il riflesso luminoso sul piano.

Attenzione però: se si sceglie di utilizzare una luce dura, otterrete un risultato molto contrastato, siccome le ombre saranno molto marcate; il mio consiglio è dunque quello di avvalersi di un pannello riflettente, così da poter smorzare le ombre generate.

5)Riflettori, diffusori e bandiere.

Gli elementi sopracitati ricoprono un ruolo fondamentale nella food photography, infatti il loro scopo principale è quello di intensificare, attenuare, direzionare o modellare la luce utilizzata per illuminare il soggetto.

Vediamo come utilizzare al meglio questi strumenti:

Riflettori

Lo scopo principale di un riflettore è quello di schiarire o ammorbidire le ombre; può esserlo un foglio di carta, un pezzo di cartone, un pannello di polistirolo o qualsiasi superficie purché sia bianca.
Se invece ci trovassimo nella situazione dove necessitiamo una luce di rimbalzo più dura e marcata rispetto a quella di un pannello di polistirolo, allora possiamo sfruttare le peculiarità dei riflettori oro e argento: i primi producono una luce calda e di rado vengono utilizzati nella food photography, i secondi invece riflettono una luce più neutra, simulando la temperatura della luce principale.

Diffusori

Solitamente i diffusori sono realizzati in tessuto bianco semitrasparente e hanno lo scopo di attenuare la luce incidente, ossia quella luce che colpisce il soggetto.
Oltre a diffondere e disperdere la luce, un diffusore è anche in grado di aumentare le effettive dimensioni della sorgente luminosa, consentendo di ammorbidire le ombre.
Se provate sfruttare in contemporanea l’effetto sia di un riflettore che di un diffusore, otterrete un’immagine praticamente priva di ombre visibili, per questo motivo si consiglia di limitare l’uso combinato dei due elementi così da mantenere la tridimensionalità all’interno dello scatto.

Bandiere

Una bandiera è un tipo di modificatore di luce che al posto di riflettere la luce, la assorbe, accentuando in questo modo le ombre.
Grazie a questa caratteristica particolare, le bandiere vengono utilizzate all’interno di un set quando il risultato che si vuole ottenere fa riferimento a un mood scuro, conferendo alla fotografia finale un’aspetto più cupo.

Per chi si è avvicinato da poco alla food photography, queste indicazione sono la base per ottenere fin da subito risultati gradevoli ed efficaci.

Io spesso lavoro con i flash da studio, i quali ricreano una temperatura neutra sui 5000k; questo mi permette in fase i post produzione di poter gestire meglio i colori, andando ad influire sul bilanciamento del bianco per ottenere diversi mood dal singolo scatto.

La food photography è ovunque, e la caratteristica principale di questo genere di fotografia è che non necessita l’utilizzo di attrezzatura professionale, in quanto nella maggior parte dei casi si scatta con tanta luce e a diaframma abbastanza chiuso.

Spero che questi consigli possano esserti stati utili per avvicinarti ancor di più alla food photography.

A presto e buon lavoro!

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